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PROGETTO RIVIVERE

Il Progetto Rivivere nasce dalla necessità (rilevabile oggettivamente da chiunque si proponga oggi di aiutare le persone in lutto) di sottrarsi alle due principali alternative oggi disponibili nel nostro contesto culturale.

Progetto Rivivere

Le due alternative che sembrano dunque dominare il campo sono: a) l’indistinto e confusivo “bricolage” delle tante tecniche di elaborazione del lutto che la post-modernità e la new age mettono a disposizione tramite i loro più o meno telegenici guru; b) il sottrarsi al lutto come ci si sottrae a ciò che si ritiene senza soluzione e cioè con la distrazione e con l’oblio che essa favorisce. Entrambe queste modalità possono ovviamente “funzionare” e consentire alle persone in lutto di “rivivere” senza troppe conseguenze dopo una grave perdita.

E’ difficile stabilire in quale percentuale nella popolazione generale questa due modalità funzionano. L’esperienza dice però chiaramente che:

  1. queste modalità hanno i loro effetti collaterali più o meno gravi: quanti psicofarmaci,droghe o magie e illusioni si consumano per distrarsi da una perdita che non si affronta o per “raccontarsi” che non c’è stata nessuna perdita perché ciò che si è perso si può far “rivivere” così com’era?;
  2. Nelle situazione di lutto più gravi (morte traumatica, solitudine e/o presenza di precedenti vulnerabilità dei superstiti) il bricolage post-moderno e la strategia della distrazione messe a disposizione dal nostro tempo non bastano e per distrarsi bisogna “drogarsi” molto a fondo o non si riesce a distrarsi e si cade in “depressione”.Inoltre molte situazioni di crisi non possono essere superate individualmente e inoltre spesso esse colpiscono la comunità nel suo complesso, cioè nelle sue strutture profonde mettendo in crisi il senso stesso del vivere insieme.

Sono le situazioni in cui l’elaborazione del lutto non può esser lasciata all’individuo, poiché ciò equivarrebbe ad abbandonarlo, né può esser lasciata all’improvvisazione del bricolage,né tanto meno si può proporre che una collettività si distragga e dimentichi di fronte ad eventi come una catastrofe o il suicidio di un giovane. Le premesse che abbiamo illustrato ed esemplificato fondano la necessità di costruire una rete di intervento psico-socio-culturale in grado di confrontarsi costruttivamente con la complessità dei problemi emergenti dalla attuale situazione di carenza del nostra paese.

Tale rete si fonda su una “maglia-matrice” con al centro un nucleo di irradiazione con compiti di organizzazione, coordinamento,formazione e supervisione che ne rendono l’attività coerente e in grado di evolversi e crescere sulla sua stessa esperienza.

Il centro di irradiazione si è costituito all’Università di Bologna e si identifica nel Servizio di Aiuto Psicologico per le persone in crisi, separazione e lutto esistente presso il Dipartimento di Psicologia dell’Università di Bologna da ormai vent’anni. Attorno a questo nucleo centrale è già diventata operativa a Bologna la maglia matrice della rete costituita da tutti i servizi per le persone in situazioni di crisi, separazione e lutto operanti in collaborazione con l’Associazione Culturale Rivivere e con il sostegno della Fondazione Isabella Seragnoli.

In tal modo i problemi della crisi e del lutto illustrati nelle premesse potranno essere affrontati in modo competente su tutto il territorio nazionale ( in collaborazione con le Istituzioni locali già operative) alimentando ed essendo alimentati da un’attività di ricerca di formazione e di cultura in grado di migliorare incessantemente gli interventi e di svolgere un’utile funzione sociale al servizio delle persone e delle comunità in crisi.

Per tenere conto della diversa complessità delle situazioni particolari di lutto, si possono distinguere diverse “sezioni” del progetto ciascuna con un suo specifico percorso.

Le due sezioni principali sono: sezione Niobe e sezione Apollodoro.

Sezione Niobe: madre mitologica a cui una Dea invidiosa fa morire i quattordici figli e che gli altri Dei per pietà trasformano in una roccia da cui sgorga una fonte perenne di lacrime.

Questa sezione è dedicata a sostegno di chi si trova a dover fronteggiare morti violente, traumatiche, catastrofiche o assurde.

Sezione Apollodoro: I'amico di Socrate che, al pari delle donne, alla morte del filosofo non riesce a smettere di piangere ponendo il problema dell'inconsolabilità della morte. Questa sezione è per chi invece al distacco è preparato (se mai si può esserlo) dalla vecchiaia o dalla malattia, ma che può aver bisogno comunque di essere aiutato a superare il lutto o a convivere con esso.


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